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Cos’è la mediazione familiare

La mediazione familiare è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari per le coppie nei casi di oggettive difficoltà relazionali del rapporto, prima, durante o dopo l’evento separativo, svolto in uno spazio neutro, attraverso l’aiuto di un terzo imparziale con formazione specifica nella disciplina giuridica della famiglia, che si adopera affinché le parti esprimano i propri bisogni e necessità, favorendone la comunicazione reciproca e sollecitandole ad esercitare la comune responsabilità genitoriale.

La mediazione appartiene alle tecniche ADR (Alternative Dispute Resolution) ossia ai metodi di risoluzione di controversie, attinenti a diritti disponibili, alternative rispetto al giudizio amministrato degli organi giurisdizionali pubblici, proiettati alla logica del win-lose.
Queste tecniche hanno visto un incremento nel loro utilizzo, negli ultimi anni, perché hanno il vantaggio di permettere una veloce ed efficace risoluzione dei conflitti insorti, con costi inferiori, e inoltre dà risalto alla giustizia intesa come sostanziale (dove si attenzionano i bisogni di tutti) secondo la logica del win-win: questo è il risultato migliore in quanto permette ad entrambe le parti di uscire soddisfatte dal conflitto.

La caratteristica peculiare della mediazione, rispetto alle altre tecniche, si rileva già dalla sua etimologia: mediare ossia “stare in mezzo”.
Il mediatore, infatti, si pone equamente vicino alle parti. Non giudica ma ascolta i bisogni ed il punto di vista di ciascuno. Aiuta le parti ad affrontare il conflitto, non più visto necessariamente come un male, ma come un qualcosa che fa parte della natura dell’uomo e delle sue relazioni. In questa ottica il conflitto, non è più un problema da risolvere ma va gestito prendendo a riferimento l’elemento emotivo che ne sottende.